Sul ponte dell'arcobaleno.
Il "ponte dell'arcobaleno" è il nome di un sito che m'è stato fatto conoscere da chi ama gli animali almeno quanto me
Fred ha deciso di lasciare la sua terra, era giunta la sua ora e se ne è andato oggi per sempre.
Com'era venuto ha lasciato casa mia, in silenzio e con gli occhi pieni di stupore.
Eppure Fred ha avuto la sua bella storia che quasi quasi raccontero':
Periodo: Natale 1992
Località: Messina - casa di amici.
Una sera di Natale, inviti a destra e a manca -
"dove andiamo"? - " C'è una serata a casa di Margherita"
... si va!
Arriviamo a casa di questa amica di amici e la prima cosa che notai entrando in casa fu una grossa cesta di vimini con dentro alcuni cuccioli appena nati, tutti color miele, una mamma spinone che li allattava e tanta gente distrattamente intorno alla cesta.I cuccioli erano nati il 26 novembre ed avevano ancora bisogno di tutte le cure del caso.
Mentre gli altri si dilettavano a fare scivolare le carte sul panno verde io trascorsi la mia serata accanto a Bruna, la neo mamma e non riuscii a staccarmi da quei cuccioli.
Me ne innamorai, tant'è che prima di andarmene mi feci lasciare il numero di quella casa e offrii tutta la mia disponibilità a trovare una sistemazione per quei cuccioli.
Tornai più a piu' volte a trovarli alla fine avevo stilato la mia lista di amici disposti a prendersi tre cuccioli:
Marcello avrebbe preso Briscola, l'unica femmina e la più gracile tra i tre.
Sara avrebbe tenuto con sè Grunf.
Amelia avrebbe tenuto Fred.
Briscola e Grunf si adattarono bene nelle loro nuove case mentre Fred più monello e scapestrato venne cacciato nel giro di una settimana da casa dei genitori di Amelia.
Ed ora? A casa mia esistevano già Tito e Tabata, mio padre aveva più volte minacciato che nel caso fosse entrato solo un altro animale di qualsiasi specie fosse stato lui se ne sarebbe andato via.
Provai un paio di volte a fare apparire Fred come l'essere piu' buono del pianeta, rincasavo a notte fonda portandomelo in camera mia, ma la mattina dopo erano liti con mio padre , il quale si interessò alla sua sistemazione presso una sua dipendente zitella ed amante degli animali.
La situazione pero' degenerò, io scappai di casa con Fred e mi trasferii in una casa che Mario aveva deciso di affittare per tenerci dentro la sua micia Camilla.
Un giorno, due , tre fu così che un pomeriggio Fred e Camilla ebbero un diverbio e Camilla più felina che mai
graffiò Fred sull'occhio.
TRAGEDIA!
Tornai a casa con le pive nel sacco e Fred al guinzaglio che era diventato magicamente mite e delizioso, fu così per circa una settimana, poi un giorno mio padre mi chiamò a casa e mi disse di preparare le "cose" di Fred e di portarlo al suo uffico, che finalmente aveva trovato una soluzione alla sistemazione del cucciolo di miele.
MI ricordo ancora quel viaggio su una Clio rossa che mi sembrò eterno, Fred pensò bene di dar sfogo a tutta la sua bravura di cane attore ( o attore cane) e si accucciò sul tappetino del passeggero con vicina la sua copertina le sue ciotolo i suoi giocattoli...e mi guardava come se avesse le lacrime agli occhi come se capisse tutto cio' che stava accadendo e probabilmente lo stava capendo, da lì a poco ci saremmo separati...
Posteggiai sotto l'ufficio di mio padre, presi in braccio Fred , salii di corsa le scale che conducevano al suo ufficio, imbronciatissimo non rivolsi la parola a nessuno, arrivai nella sua stanza, gli misi il cane sul tavolo, e gli dissi : " ecco il cane, dallo a chi vuoi, ma io da stasera me ne andrò da casa!" e me ne andai... qualcuno disse qualcosa a mio padre, più di qualcuno e più di qualcosa (presumo), il quale imbarazzatissimo mi inseguì con il cane in braccio, raggiunse la macchina aprì lo sportello, mise dentro il cane e mi disse incazzatissimo : "vai, ne parliamo stasera!!!".
Fred aveva vinto, non ne parlammo mai più e cosi il cane color del miele diventò un membro della famiglia.
Fred da oggi non c'è più, ha vissuto una vita felicissima e per lui è stato un terno al lotto.
Ricorderò sempre quel musino che mi guardava dal tappetino della macchina.
Fred... ma i cani vanno in paradiso?
In bilico
tra santi e falsi dei
sorretto da
un’insensata voglia
di equilibrio
e resto qui
sul filo di un rasoio
ad asciugar
parole
che oggi ho steso
e mai dirò
non senti che
tremo mentre canto
nascondo
questa stupida allegria
quando mi guardi
non senti che
tremo mentre canto
è il segno
di un’estate che
vorrei potesse non finire mai
in bilico
tra tutti i miei vorrei
non sento più
quell’insensata voglia
di equilibrio
che mi lascia qui
sul filo di un rasoio
a disegnar
capriole
che a mezz’aria
mai farò
non senti che
tremo mentre canto
nascondo
questa stupida allegria
quando mi guardi
non senti che
tremo mentre canto
è il segno
di un’estate che
vorrei potesse non finire mai
in bilico
tra santi che
non pagano
e tanto il tempo
passa e passerai
come sai tu
in bilico e intanto
il tempo passa e tu non passi mai
nascondo
questa stupida allegria
quando mi guardi
non senti che
tremo mentre canto
è il segno
di un’estate che
vorrei potesse non finire mai!

Quando sarò capace d'amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mio padre
né di far l'amore con mia madre in sogno.
Quando sarò capace d'amare
con la mia donna non avrò nemmeno
la prepotenza e la fragilità
di un uomo bambino.
Quando sarò capace d'amare
vorrò una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensiero.
Vorrò una donna che se io accarezzo
una poltrona, un libro o una rosa
lei avrebbe voglia di essere solo
quella cosa.
Quando sarò capace d'amare
vorrò una donna che non cambi mai
ma dalle grandi alle piccole cose
tutto avrà un senso perché esiste lei.
Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero
non come quando io ragiono
ma come quando respiro.
Quando sarò capace d'amare
farò l'amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene.
E nel silenzio delle notti
con gli occhi stanchi e l'animo gioioso
percepire che anche il sonno è vita
e non riposo.
Quando sarò capace d'amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse alcun appuntamento
col dovere
un amore senza sensi di colpa
senza alcun rimorso
egoista e naturale come un fiume
che fa il suo corso.
Senza cattive o buone azioni
senza altre strane deviazioni
che se anche il fiume le potesse avere
andrebbe sempre al mare.
Così vorrei amare.
