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Che tutto quello che vuoi,se lo vuoi, accade davvero!!!!

Che quello che vuoi, se lo vuoi,
accade davvero!

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Chi sono? Sono un Poeta. Cosa faccio? Scrivo Come vivo? Vivo! rialzandomi ogni volta ed ogni volta più forte di prima.Mi piace accorgermi di essere VIVO! E Mi accorgo giorno dopo giorno che mi Amo e Amo

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Il Sig.Sommer Suskind
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Inquantiche

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10/01/2008

Parole difficili

Una fremula increspazione languorica nel sorriso di fronte. Ciglia lunghe imbrattazzate di rimmel. La sguardo con piglio ferroviario, tarantatante, alternato al corrente paesaggio finestrino. Limpido seno bavarese nemmeno ben nascosto.

Rituffo nel mio notiziario a pagina diciotto.

Tarantatan.

Sorride ancora, lei, a me, pari pari.

Incrocio di parole. Diciotto in verticale: “Il nome del paese alla tua destra che se guardi fuori lo vedi, quello con il campanile, fai presto, che sennò passa e non torna più”.

Tatan. Passato.

Diciannove in verticale: “Hai visto? Le occasioni passano come un lampo. Devi essere sempre pronto a coglierle”. Già.

– Le piacciono i fiori? – azzanno bruciopelo.

Alza gli occhi illibata. – Molto, sì – gorgheggia.

– Trentacinque in orizzontale – in pressing – “I fiori di Queneau”, tre lettere, tre secondi di tempo – placcata. – Due, uno... – implacabile.

– Bù – sibila infantile.

– Le si è incastrata la elle tra gli incisivi, mi spiace, la vedo da qui. Se la tolga, mi faccia il piacere – severo.

Arrossa, vergognosa, copre, scava, lavora – elle – mostra sull’unghia.

– Bene – appoggio lì. Protengo la mano ai budini pettorali. Ella sa e non dice. Soffre, ma s’offre.

– Magia del corretto apostrofare, vero? – sornione sbottono il bottone.

Tatantatan.

Ma è il cuore, che sferraglia. Due in orizzontale. Avviticchiati. Paralleli e binari, fischi e sbuffi, pressione e stantuffi. Alta velocità. Tatan. Woum. Buia calda galleria. Wuaf. Fuori. Ancora, dai. Non toccare il freno. Ogni abuso verrà punito. Stiamo arrivando in stazione, vieni? Sì, aspettami, vengo, sì.

– Biglietto Signori, prego – intrusivo e maledetto. – Biglietto – porgo assonnato.

Di fronte, nessuno.


Days


Perchè ci sono viaggi che si ricordano e viaggi che si dimenticano. Perchè ci sono persone che ci rimangono accanto ed altre che vanno via perchè (cosi )devono andare. E cosi le cose devono andare. Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è.Chi è stato è stato e chi è stato non è.Ed il trucco c'è ma non lo si puo' svelare...


Tornato io...

postato da: vuoivedereche alle ore 12:42 | link | commenti
categorie: appetiti